Anno | 2024 |
Genere | Drammatico |
Produzione | USA |
Durata | 90 minuti |
Regia di | Jesse Eisenberg |
Attori | Kieran Culkin, Jesse Eisenberg, Olha Bosova, Banner Eisenberg, Jakub Gasowski Will Sharpe, Daniel Oreskes, Liza Sadovy, Kurt Egyiawan, Jennifer Grey, Ellora Torchia, Piotr Czarniecki, Marek Kasprzyk. |
Uscita | giovedì 27 febbraio 2025 |
Tag | Da vedere 2024 |
MYmonetro | 3,59 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Ultimo aggiornamento venerdì 18 ottobre 2024
David e Benji, due cugini non in sintonia tra loro, che si ritrovano per un tour in Polonia in onore della loro amata nonna. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 2 candidature a Spirit Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, a AFI Awards, ha vinto 2 NSFC Awards, Al Box Office Usa A Real Pain ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 8,2 milioni di dollari e 240 mila dollari nel primo weekend.
CONSIGLIATO SÌ
|
David e Benji, due cugini diversissimi tra loro, si ritrovano all'aeroporto. Il primo vive a Brooklyn, è sposato e ha un figlio. Il secondo è uno spirito più libero dal carattere imprevedibile. Nati a tre settimane di distanza, sono stati molto legati durante l'infanzia, poi la loro vita ha preso delle strade divergenti. Hanno così deciso di partire per la Polonia per onorare la loro amata nonna Dory scomparsa da poco e connettersi con la sua storia passata. Giunti sul posto, si uniscono a un gruppo per un tour turistico di cui fanno parte un gruppo di persone che hanno un legame o un trauma legati alla ebraicità: i nonni di Marcia sono fuggiti dall'Olocausto, Mark e Diane hanno origini ebraiche-polacche ed Eloge è sfuggito al genocidio in Ruanda e si è convertito al giudaismo in Canada. La loro guida James invece sta cercando di fare al meglio il suo lavoro. Nel corso del viaggio, tra imprevisti e situazioni tragicomiche, riemergono le tensioni del passato della loro storia familiare.
Ci pensava da tempo Jesse Eisenberg ad A Real Pain, da quando ha fatto un viaggio in Polonia che ha ispirato anche un'opera teatrale, The Revisionist che ha debuttato nel 2013 nel teatro off Broadway.
Lì l'attore ha recitato la parte di un giovane statunitense, che si chiama sempre David, che è andato a trovare una cugina polacca più grande di lui, una sopravvissuta all'Olocausto, interpretata da Vanessa Redgrave. Forse è proprio in questo passaggio cinematografico che Eisenberg ha cercato di liberarsi da una struttura teatrale che poteva ingabbiare la vicenda. Ha viaggiato attraverso la Polonia affidandosi alle luci di Michael Dymek, il direttore della fotografia di EO di Skolimowski per un dramedy on the road sul tema della memoria privata e storica. Il film è ambizioso ma anche decisamente sentito e gli dà l'opportunità di confrontarsi con le sue origini ebraiche e polacche. Anche questo suo secondo lungometraggio come regista, dopo When You Finish Saving the World, è un'altra storia di famiglia ma, pur essendo molto scritto, è decisamente un passo avanti rispetto al suo esordio. Guarda i luoghi con lo spaesamento ma anche la contagiosa sorpresa del cinema di Linklater, soprattutto nella scena davanti al Monumento agli eroi del ghetto a Varsavia dove c'è una simulazione del combattimento degli eroi ebrei contro i nazisti, ma anche in tutta la parte del viaggio in treno quando David e Benjii saltano la fermata.
Il personaggio interpretato da Eisenberg sembra un osservatore esterno, soprattutto davanti all'esuberanza del cugino dove Kieran Culkin porta sullo schermo con versatilità una figura che sembra molto vitale mentre in realtà è estremamente fragile. David è soprattutto elemento di supporto agli altri personaggi e si prende la scena solo nella parte iniziale con i molti messaggi lasciati al cugino prima di lasciarla quasi del tutto a Culkin, ormai impressionante nel mettere a fuoco anche le più piccole sfumature dei suoi personaggi dopo la figura di Roman Roy nella serie Succession. I due attori sono diversissimi tra loro ma proprio per questo funzionano bene insieme. A Real Pain scopre progressivamente le loro ferite familiari ma anche il loro legame. Si può vedere anche nella scena in cui David mostra a Benji il video del figlio che conosce benissimo il numero dei piani dei più importanti edifici di New York. Il personaggio interpretato da Culkin lo guarda divertito ma anche con sincera partecipazione. Probabilmente il film non riesce a centrare gli altri personaggi come è riuscito a fare con i due protagonisti, anche se trova delle intermittenti corrispondenze con quello di Marcia, interpretata da Jennifer Grey famosa soprattutto per il ruolo della diciassettenne 'Baby' che ha fatto coppia con Patrick Swayze in Dirty Dancing. Trova però il suo 'autentico dolore' nella scena in cui David e Benji lasciano delle pietre davanti la porta della nonna e soprattutto in tutta la parte ambientata nel campo di concentramento di Majdanek con le immagini dei forni, le camere a gas e le macchie blu sulle pareti dei muri. Lì il film, ma anche lo sguardo di Eisenberg regista, si prende il suo tempo davanti alle cicatrici della Shoah. Lo fa attraverso un contagioso silenzio, evidente anche nello stacco dell'inquadratura successiva sull'immagine del pullman prima che la musica riparta. Sono due film diversissimi ma l'effetto è simile a quello di Austerlitz di Loznitsa senza però nessuna traccia documentaristica. Ed è la conferma di come questo film, questa storia, appartiene autenticamente a Eisenberg e l'ha mostrata nell'unico modo che ha potuto. Il risultato alla fine gli ha dato ragione.
A prima vista, Jesse Eisenberg sembrerebbe l'ultimo erede di una tradizione, quella degli ebrei newyorkesi, che lui esprime attraverso un tipo umano sospeso tra impaccio sociale e loquacità ansiogena. Che in A Real Pain, sua opera seconda passata al Sundance e in concorso ad Alice nella Città, si cristallizza ancora di più in una versione tormentata, apparentemente meno disponibile all'umorismo: il [...] Vai alla recensione »
Un singolo sospiro, quasi uno strozzamento dispnoico, con il fiato che manca di fronte alla visione delle scarpe delle migliaia di deportati a Majdanek, il campo di concentramento situato a quattro chilometri dall' "Oxford ebraica" che è la città polacca di Lublino. Durante il tour sull'Olocausto intrapreso per commemorare la morte dell'amata nonna, Benji (Kieran Culkin) sta guardando con insostenibile [...] Vai alla recensione »
È stata una edizione particolare per Jesse Eisenberg quella del Sundance Film Festival 2024, sia per il piacere di portare ben due film (questo e Sasquatch Sunset) da attore e produttore a Park City, sia per l'affetto ricevuto dal pubblico e dalla giuria (che lo ha premiato con il Waldo Salt Screenwriting Award), sia per l'emozione di presentare una storia così personale e legata alle proprie radici [...] Vai alla recensione »